Presentazione del libro
Pianisti da non dimenticare
Mario Ceccarelli e il suo mondo
di Eleonora Simi Bonini e Antonio Latanza
RECENSIONE
di Serafina Gerace
Nella suggestiva “Sala Medaglioni” del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, il 16 aprile 2018 si è svolta la presentazione del libro Pianisti da non dimenticare. Mario Ceccarelli e il suo mondo, contestualizzata nell’ambito della consolidata Rassegna pomeridiana Alziamo il volume. Incontri con l’Autore, – X ciclo – curata da Carla Conti e da Roberto Giuliani.
In apertura, Roberto Giuliani, Direttore del Conservatorio, ha sottolineato l’importanza dei compositori ma anche degli esecutori. È la prassi esecutiva in tutte le più svariate espressioni a penalizzare o suggellare l’interpretazione dei diversi repertori. Mario Ceccarelli può essere considerato un grande e particolare interprete dei repertori pianistici.
Giuliani ha anche accennato alla storia della registrazione, determinante per l’acquisizione e la conservazione del patrimonio esecutivo, capace di catturare e fissare nel tempo le sfumature interpretative delle varie composizioni. Alla storia della registrazione è legata l’intensa attività di ricerca del Prof. Renato Badalì, presente in sala. Prezioso collaboratore della Rai, ha collezionato, nel corso del tempo, un immenso quantitativo di registrazioni, in alcuni casi sconosciute o non in possesso della stessa Rai. Badalì ha rievocato la figura di Mario Ceccarelli richiamando anche un suo particolare attacco del Concerto per Pianoforte e Orchestra, n. 5, di Beethoven, “L’Imperatore”, di cui era fiero “non in termini di autoesaltazione ma di soddisfazione”.
Il pianoforte era stato già trattato nell’ambito della Rassegna Alziamo il volume. Incontri con l’Autore ma, come ha sottolineato Carla Conti, dalla presentazione del libro dedicato a Mario Ceccarelli può derivare un ulteriore significativo “sguardo” conoscitivo e riflessivo su questo straordinario strumento musicale ed i suoi interpreti.
Il libro, edito da Aracne, con una raffinata grafica e una chiara e dinamica strutturazione/elaborazione, è inizialmente incentrato sui contesti musicali e gli insegnanti che hanno formato Mario Ceccarelli ovvero le scuole pianistiche di Roma e di Napoli e i grandi pianisti Ludovico Breitner e Pietro Boccaccini, allievi di Franz Liszt. A Ludovico Breitner si ricollega la figura di un altro grande pianista, Giovanni Sgambati, in contatto epistolare con Breitner. In questo intreccio di eccezionali pianisti, Roberto Giuliani ha accennato alle lettere e alle partiture di Sgambati conservate presso la Biblioteca Casanatense e all’appartamento romano dello stesso Sgambati, luogo di incontro di famosi musicisti ed intellettuali dell’epoca.
È poi intervenuta la dott.ssa Eleonora Simi Bonini, già docente di pianoforte, particolarmente attiva nell’ambito della ricerca e della schedatura musicologica e archivistica, autrice, insieme al dott. Antonio Latanza, del libro dedicato a Mario Ceccarelli del quale è stata allieva per tre anni. Tanti i ricordi del grande pianista, intensamente condivisi con l’attento pubblico presente in sala: la statuarietà della corporatura, la spiccata personalità, la particolarità dell’insegnamento pianistico. È riaffiorato anche il ricordo di quando la richiamò mentre suonava dicendole: “Cosa fai, impasti la pasta all’uovo? Devi cominciare tutto da capo, devi tribolare!”. Un ricordo che la fa ancora sorridere come le varie espressioni romanesche con le quali Mario Ceccarelli intercalava e vivacizzava le lezioni alleggerendo la tensione dello studio. Del grande pianista ricorda anche il cantare in accompagnamento al suonare, il virtuosismo espresso su prestigiosi pianoforti, ad esempio lo Schimmel, anche con brani cosiddetti “salottieri” e poi le varie improvvisazioni e le particolari sonorizzazioni di tanti film muti. “Dispiace per chi non lo ha conosciuto”, ha sottolineato con nostalgia e malinconia la dott.ssa Simi Bonini aggiungendo che i docenti odierni dovrebbero far sentire agli allievi le differenze delle sue esecuzioni.
Anche l’altro autore del libro, il dott. Antonio Latanza, già Direttore del Museo degli Strumenti Musicali di Roma, collezionista e saggista, è stato allievo di Mario Ceccarelli. In sala è intervenuto con vari ricordi, anche perché ne ha conservato l’archivio, molte fotografie e registrazioni di concerti. Una preziosa raccolta storica, iconografica e sonora che ha consentito di arricchire significativamente i contenuti del libro tra i quali manifesti di concerti, programmi di sala, recensioni ai concerti come quelle di Luigi Fait sull’Osservatore Romano e un noto articolo di Enrico Cavallotti. Nel volume è inserita un’Appendice con l’elenco delle incisioni e il prospetto riepilogativo “Per una ricostruzione della carriera concertistica” nel quale sono indicate dettagliatamente località, sale di concerto, date. È raffigurata anche una dedica di Mario Ceccarelli allo stesso dott. Antonio Latanza.
Nel corso della presentazione, le curiosità storiche e aneddotiche e i vari ricordi personali sono stati supportati dall’ascolto di brani tratti dai due CD allegati al volume. Carla Conti ha sottolineato la raffinata tecnica esecutiva di Mario Ceccarelli con il suo tocco energico o leggerissimo, il limitato e sobrio uso del pedale, i suoni non confusi, udibili distintamente, gli effetti di grandissima trasparenza.
In sala era presente anche il suo ultimo allievo.
Mario Ceccarelli ha preferito suonare Franz Liszt e Fryderyk Chopin, interpretati magnificamente in vari contesti nazionali ed internazionali. Le sue particolari doti musicali si sono sviluppate attraverso intensi studi specifici e attraverso vari incontri e confronti con grandi compositori ed esecutori del panorama musicale novecentesco. È davvero incredibile che sia stato trascurato e non valorizzato nell’ultima parte della sua vita e che oggi sia poco noto ai giovani musicisti. È stata un’ottima iniziativa la realizzazione del volume a lui dedicato, con la presentazione in una sede prestigiosa.