Presentazione del libro
LA MUSICA COME INDAGINE
Artigianato, poetica e stile in Luciano Chailly
di Alberto Delama
RECENSIONE
di Serafina Gerace
Nel pomeriggio del 10 febbraio 2026, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si è svolta la presentazione del libro LA MUSICA COME INDAGINE Artigianato, poetica e stile in Luciano Chailly, di Alberto Delama, pubblicato alla fine del 2025 dall’IBiMus (Istituto di Bibliografia Musicale), Collana Musica Nova, Prefazione di Marco Uvietta.
In apertura, il Prof. Giancarlo Rostirolla, Presidente Onorario dell’IBiMus, ha accennato all’enorme ricerca effettuata dall’autore e alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, uno dei poli più rappresentativi della cultura italiana.
È poi intervenuto il Presidente dell’IBiMus, Prof. Salvatore de Salvo Fattor che ha ringraziato la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in particolare il Direttore Campagnolo, impossibilitato ad essere presente, la Dottoressa De Stefano e la Sig.a Carla Boccia che ha seguito la parte organizzativa dell’evento. Ha quindi introdotto il libro riferito a Luciano Chailly, padre del grande direttore d’orchestra Riccardo e della famosa arpista Cecilia, sottolineando la figura di Luciano Chailly come compositore, musicologo, direttore d’orchestra, direttore artistico, didatta, critico musicale, senza una formale adesione ai movimenti musicali, artistici e culturali del proprio tempo, nato a Ferrara nel 1920 e scomparso a Milano nel 2002. La sua produzione musicale è stata molto vasta e orientata in tante direzioni: importante la collaborazione con Dino Buzzati dalla quale è derivata Ferrovia sopraelevata del 1954. In ambito sacro, risalta la Missa Papae Pauli del 1964, consegnata direttamente al Pontefice. Il Presidente dell’IBiMus ha poi accennato al teleconvegno realizzato nel 2020, anno del Covid, dal titolo Il suono conquistato e organizzato. La musica secondo Luciano Chailly, curato da Alberto Delama con Marco Uvietta, docente di Musicologia dell’Università di Trento. Ha poi riferito dei contatti di Luciano Chailly con Giancarlo Rostirolla nell’ambito della RAI.
La realizzazione del libro che, per gli aspetti storico-bibliografici, musicologici e metodologici è in sintonia con le progettualità e le attività dell’IBiMus, è stata possibile grazie al grande contributo dei figli Floriana, Cecilia e Riccardo e dell’Archivio Provinciale di Trento dove è conservata gran parte dei tantissimi materiali di Luciano Chailly nell’omonimo Fondo.
È poi intervenuto l’autore del libro Alberto Delama che ha ringraziato l’IBiMus per la realizzazione editoriale della sua tesi di dottorato risultato di varie ricerche e analisi relative a Luciano Chailly svolte soprattutto presso l’Archivio Provinciale di Trento. Ha poi specificato la strutturazione del libro distinto in tre parti che corrispondono alle tre fasi della produzione musicale di Luciano Chailly: la prima fase «neoclassica», la seconda fase «seriale», la terza fase dell’«allucinazione sonora». Fasi qui essenzializzate nelle definizioni ma che Alberto Delama ha analizzato con tante delle sfumature musicali, culturali e personali che hanno caratterizzato l’arte stilistica e poliedrica di Luciano Chailly di cui, peraltro, è riprodotto sulla copertina del libro un suo dipinto del 1965 riferito a Ferrovia sopraelevata.
Nel corso della presentazione, oltre alla fattiva collaborazione con Dino Buzzati, è emersa anche la grande ammirazione per Paul Hindemith in riferimento soprattutto all’arte del contrappunto e si è parlato anche dell’eclettismo che in un certo senso sembra aver specificato le attività di Luciano Chailly non in senso negativo ma come apertura in varie direzioni e sperimentazioni artistico-musicali.
Il libro di Alberto Delama è di grande ampiezza conoscitiva, di paziente e attenta ricerca ed interpretazione dei tantissimi materiali esaminati. Di pregevole stampa e con un esteso formato, è arricchito da tante immagini di appunti, abbozzi compositivi, spartiti e di una estesa sezione relativa a “Fonti e bibliografia”. Un libro davvero molto interessante ed utile per comprendere l’ampia valenza di un grande della musica che ha sicuramente arricchito con le sue esperienze e competenze altri due grandi della musica, i suoi figli Riccardo e Cecilia.