Grande Musica Nera Storia dell’Art Ensemble of Chicago

Presentazione del libro

Grande Musica Nera
Storia dell’Art Ensemble of Chicago

di Paul Steinbeck

Roma, 22 ottobre 2018


RECENSIONE
di Serafina Gerace


L’XI ciclo della Rassegna Alziamo il volume. Incontri con l’Autore è stato inaugurato lunedì 22 ottobre 2018 presso la Sala Accademica del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma con la presentazione del libro di Paul Steinbeck, Grande Musica Nera. Storia dell’Art Ensemble of Chicago, curato da Claudio Sessa e tradotto da Giuseppe Lucchesini, primo libro della nuova Collana Chorus della Casa Editrice Quodlibet.
L’incontro si è aperto subito dopo il Workshop pomeridiano di improvvisazione di Roscoe Mitchell. In un trait d’union, Roberto Giuliani, Direttore del Conservatorio, ha sottolineato l’ampio progetto trasversale sull’improvvisazione iniziato da due anni nell’ambito del Conservatorio, in collaborazione con il Dipartimento di jazz. Ha aggiunto che l’improvvisazione era presente anche nel passato – già nel ‘500 e nel ‘600 – ma non è stata curata nella formazione classica.
Carla Conti, curatrice della Rassegna Alziamo il volume. Incontri con l’Autore insieme a Roberto Giuliani, ha accennato al lavoro di ricerca svolto da Paul Steinbeck e alla Prefazione di Claudio Sessa. Ha poi evidenziato un particolare pregio del libro: l’intreccio degli aspetti storici con l’analisi musicale. Ha quindi tracciato un breve excursus dei vari capitoli.
Sono poi intervenuti Paolo Damiani, Direttore del Dipartimento di jazz del Conservatorio, Daniele Roccato, Gianni Trovalusci, Alberto Lofoco. Le loro riflessioni, direzionate su più versanti, si sono incrociate con quelle in inglese di Roscoe Mitchell, di volta in volta essenzializzate in italiano per il pubblico presente. Grande risalto è stato conferito al valore del silenzio in rapporto alla musica e al valore dell’ascolto.
Nel corso dell’incontro è emersa la dimensionalità di un gruppo coeso e organizzato, aperto a varie contaminazioni ed espressioni musicali e che da Chicago ha trovato il suggello della propria arte performativa a Parigi per poi irradiarsi artisticamente in tutto il mondo, anche in Italia, con un’attività che continua ancora oggi sebbene non ci siano più, per vari motivi, tutti i componenti iniziali.
La storia di questo sorprendente gruppo riempie densamente la storia del jazz: per le suggestive improvvisazioni e composizioni, per l’incredibile varietà di strumenti utilizzati, per le variegate e sorprendenti performance artistiche, per la dinamica creatività, per le enormi capacità di aggregazione e di interazione.


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